Maruti Suzuki sposa il diesel Fiat
1 dicembre 2011 da Federico D
Casomai ci fossero stati ancora dei dubbi sui rapporti futuri che legheranno il Gruppo Fiat alla Suzuki, almeno per quello che riguarda i motori, sembrano fugati dalle ultime notizie: infatti la Maruti-Suzuki, alleanza in salsa indiana e giapponese, ha appena annunciato che acquisterà propulsori diesel proprio dalla Fiat.
Ha garantito che gli stabilimenti italiani, e quindi di conseguenza i lavoratori, non si toccano. Ma soprattutto Sergio Marchionne ha illustrato obiettivi importanti, tutti da realizzare, per il gruppo
Da una parte l’utile netto quasi raddoppiato e la liquidità in aumento. Dall’altra il nuovo appello, che sa di ultimatum, al governo italiano per fare i giusti passi e venire incontro all’azienda che altrimenti potrebbe prendere altre strade.
E’ una

Marchionne è sempre più ambizioso, il discusso AD del Gruppo Fiat, per giorni coinvolto nel braccio di ferro con la Fiom e gli operai di Mirafiori, ed “autore” di frasi non proprio stupende nei confronti del nostro paese e degli operai italiani, è un vero e proprio imprenditore e lo dimostra ogni volta che apre bocca. Nella sua ultima uscita si è detto contento per la crescita del marchio Chrysler ed ha detto che il mercato mondiale è sulla via del risanamento.
Aspre critiche tra Guglielmo Epifani, leader della Cgil e Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat, che è intervenuto alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio su Rai Tre.
Nel 2011 il marchio storico italiano Lancia potrebbe sparire dal mercato europeo. Questa è la notizia che circola in questi giorni. L’idea dell’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne è quella di commercializzare sul mercato europeo con il marchio Chrysler le vetture attualmente vendute come Lancia. Il motivo starebbe nel fatto che, sempre secondo il CEO Fiat, il marchio Chrysler nel mondo gode di un popolarità maggiore rispetto al glorioso nome Lancia. “Dobbiamo tuttavia stare molto attenti a non distruggere le radici del marchio italiano – precisa comunque Marchionne – cercando di preservare il più possibile la sua identità”.
“Mi sento come il quinto marito di Zsa Zsa Gabor. So cosa devo fare, ma non so se riuscirò a renderlo interessante”. Con questa battuta Sergio Marchionne, Ad Fiat e Chrysler, ha iniziato la presentazione del piano di ristrutturazione del colosso Usa.
Importante riconoscimento per Lorenzo Sistino, capo del marchio Fiat: l’amministratore delegato del gruppo torinese, Sergio Marchionne, lo ha chiamato a far parte del Group Executive Council (Gec), un comitato di alti dirigenti che detta le linee strategiche del Gruppo Fiat, con poteri decisionali secondi solo a quelli del consiglio d’amministrazione.
Due operai intenti ad assemblare una vettura, un terzo sopraggiunge, corpulento e debordante in una canottiera consunta, estrae un fazzoletto dalla tasca, ci sputa sopra e va a pulire, si fa per dire, un montante della carrozzeria.
L’alleanza tra Chrysler Group LLC e Fiat Group è stata perfezionata. Come preannunciato i due gruppi dell’auto hanno comunicato il closing della partnership strategica globale con la piena operatività della nuova Chrysler, che da oggi dispone “di risorse, tecnologie e rete di distribuzione necessarie per competere in modo efficace a livello mondiale”, come si legge nella nota ufficiale.
Certo, la situazione non è facile. E, certo, anche il piano di Fiat per Opel ha diversi punti di difficoltà. Tuttavia oggi, nella Lex Column, il Financial Times prende posizione a favore del Lingotto.
