Alfa Romeo MiTo MultiAir

L’Alfa Romeo MiTo ha l’onore di portare al debutto il 1.4 MultiAir sviluppato da Fiat Powertrain e prodotto a Termoli (CB), il propulsore che attraverso un innovativo sistema “indipendente” e variabile di fasatura e alzata delle valvole è in grado di migliorare prestazioni, consumi (-10%) ed emissioni allo scarico.

La piccola sportiva Alfa Romeo è quindi la prima vettura del Gruppo Fiat ad utilizzare l’inedita tecnologia MultiAir, con la versione aspirata da 105 CV e la turbo da 135 CV che entrano a listino lunedì 14 settembre e la Quadrifoglio Verde da 170 CV che arriverà nel 2010.

OTTIMIZZAZIONE
A migliorare i consumi e l’efficienza di marcia ci pensa poi il nuovo pacchetto tecnico che, come sulla rinnovata Fiat Punto Evo, comprende il dispositivo stop & start (spegne e riavvia automaticamente il motore dopo una breve sosta) e il Gear Shift Indicator che suggerisce al guidatore i tempi di cambiata ottimali (solo con settaggio Alfa DNA in “Normal” o “All Weather”). Tutti i nuovi MultiAir di MiTo rispondono alla normativa Euro 5 e le emissioni di CO2 oscillano entro un range di 129-139 g/km.

1.4 MPI 105 CV
Per chi vuole entrare nella nuova famiglia MultiAir senza esagerare c’è il 1.4 MPI in versione aspirata, in cui il quattro cilindri di 1.368 cc che sviluppa 105 CV a 6.500 giri/min e 130 Nm a 4.000 grir/min. In abbinamento al cambio manuale a 6 marce questa MultiAir aspirata arriva a 187 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 10,7 secondi. Il consumo nel ciclo combinato è di 5,8 l/100 km, pari a 136 g/km di CO2. Due sono gli allestimenti disponibili per questa motorizzazione: Progression a partire da 15.800 euro e Distinctive da 17.400 euro.

1.4 TB 135 CV
La prima delle MiTo MultiAir turbocompresse ad arrivare nelle concessionarie è la 1.4 TB da 135 CV, sempre nel duplice allestimento Progression (17.400 euro) e Distinctive (19.000 euro). La potenza massima viene espressa a 5.000 giri/min, mentre la coppia massima può passare da 180 Nm nella configurazione “Normal” del manettino DNA a 206 Nm nel settaggio sportivo, sempre a 1.750 giri/min. Velocità massima ed accelerazione 0-100 fanno segnare rispettivamente 207 km/h e 8,4 secondi. Consumi ed emissioni sono al livello più basso per i nuovi Multiair, con un dato combinato di 5,6 l/100 km e 129 g/km di CO2.

1.4 TB 170 CV Quadrifoglio Verde
Per la MultiAir 170 CV l’unico allestimento disponibile (dal 2010) è il Quadrifoglio Verde, autentico marchio d’eccellenza per tutti gli “Alfisti” di ieri e di oggi, simbolo di sportività e di totale piacere di guida. Con una potenza specifica di 124 CV/litro e un rapporto peso/potenza di 6,7 kg/CV, la Quadrifoglio Verde è capace di raggiungere i 100 km/h da fermo in 7,5 secondi e di toccare una punta velocistica di 219 km/h. Simili prestazioni sono il frutto della versione più spinta del MultiAir Turbobenzina, caratterizzato da una potenza massima di 170 CV a 5.500 giri/min e una coppia che può passare da 230 a 250 Nm (a 2.500 giri/min) utilizzando il manettino DNA. La 170 CV, con nuovo nuovo cambio a 6 marce, consuma una media di 6 litri di benzina ogni 100 chilometri, emettendo 139 g/km di biossido di carbonio. Esclusivo della Quadrifoglio Verde è il nuovo sistema di sospensioni attive sviluppato con Magneti Marelli che permette di gestire in maniera più precisa la dinamica della vettura. Per acquistare la MiTo MultiAir Quadrifoglio Verde sarà necessario spendere circa 21.000 euro.

PRIMO CONTATTO
Abbiamo avuto l’occasione di provare il nuovo motore Multiair sulla pista del Balocco, dagli anni ’60 banco di prova di tutte le Alfa Romeo e poi di ogni vettura del gruppo Fiat. Non v’è praticamente nulla all’esterno che la faccia riconoscere dalle altre motorizzazioni, tranne il terminale di scarico ovoidale cromato. Una volta avviato, il motore invece mostra subito una voce diversa, sia allo scarico, sia nella sonorità all’interno, davvero gradevole e sportiva. La risposta all’acceleratore del motore di 135 CV è molto naturale, quindi non prontissima ma accompagnata sempre da una propensione a salire di giri. Il meglio però viene sicuramente dopo i 2.000 giri/min e l’allungo è buono fin verso i 6.500 giri/min, ma davvero non serve perché la spinta è sempre consistente. Il bello è che spingendo non cala in modo sensibile come in altri motori. Mettendo mano al manettino DNA, la situazione migliora ulteriormente. Ne guadagnano l’acustica, il nerbo e, in definitiva, le sensazioni. Breve presa di contatto anche perla versione da 170 CV che sarà l’anima della Quadrifoglio Verde in arrivo nel 2010. Qui il 4 cilindri diventa davvero sportivo e ha in più al cambio a 6 rapporti che ne esalta la progressione e la brillantezza, soprattutto sul misto dove l’assetto a controllo elettronico offre un contatto con la strada ancora più diretto e sincero. La MiTo più sportiva in definitiva è questa. In attesa naturalmente della GTA.

Fonte: Omniauto.it

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