Cina, arrivano i dazi sulle vetture provenienti dagli USA
16 dicembre 2011 da Luca T
Mossa a sorpresa del gigante asiatico, che, trovatosi a fare i conti con la crisi del mercato dell’auto interno, ha pensato bene di imporre pesanti tasse sui veicoli provenienti dagli States, allo scopo ovviamente di scoraggiarne l’acquisto.
Dopo le vendite record degli scorsi anni, sembra che i due più grandi mercati al mondo, cioè quelli asiatici stiano rallentamento la vendita di auto. In Cina, le vendite (inclusi i veicoli commerciali) sono scese nel mese di ottobre dell’1,1% rispetto allo stesso mese dell’anno 2010, a 1,52 milioni di unità.
Una nota della Swedish Automobile, una holding che controllava, fra le altre, la casa automobilistica svedese Saab, rende noto che Saab passa a una proprietà cinese. Continua dunque l’ “esodo” dei marchi europei verso l’estremo oriente. Con conseguenze non sempre, e non per tutti, positive.
Il futuro del
La casa cinese Hawtai ha acquistato il 29,9% del gruppo Saab-Spyker garantendo
Sul sito partner Risparmioeconomia.it, è apparso oggi un interessante articolo che riguarda la nuova Ducati Diavel.
La crisi economica è ancora presente nel nostro paese, ma in Asia, ed in particolare in Cina la situazione è completamente diversa. A Pechino le vendite delle auto vanno a gonfie vele con una costante crescita nei primi due mesi del 2010, sostenute dagli incentivi all’acquisto.
La Saab ha venduto alla casa automobilistica giapponese Beijing Auto, comunemente chiamata “Baic”, i brevetti di due suoi modelli, precisamente la Saab 9-3 e 9-5, incluse tutte le proprietà intellettuali e la licenza di poter costruire e fornire componenti e pezzi di ricambio.
La Cina, che nel 2009 è diventato il più importante mercato automobilistico del mondo, battendo in numero di automobili immatricolate gli Stati Uniti e l’Europa, attira l’interesse dei marchi più nobili e blasonati. Anche Lamborghini rafforza il proprio posizionamento attraverso l’inaugurazione di un nuovo showroom a Hangzhou e l’ampliamento della nuova sede a Pechino che è diventata il più grande punto vendita del marchio del Toro scatenato in Asia, dopo Ferrari e Porsche, la quale ha scelto di lanciare in estate al Motor Show di Pechino la sua ultima supercar, la Panamera, riconoscendo l’importanza del mercato cinese.
La notizia non è del tutto nuova visto che già lo scorso gennaio era avvenuto lo storico sorpasso, ma non tutti credevano che il gigante cinese avrebbe mantenuto a lungo il primato. La cosa suona un po’ come una svolta epocale negli equilibri e nelle dinamiche dell’economia mondiale, una situazione che segna al contempo la crescita esponenziale di un paese dalla giovane economia capitalista e il crollo verticale dell’ex superpotenza economica, anche in campo automobilistico.
L’offerta della Beijing Automotive Industry Corp. (BAIC) presentata alla General Motors per ottenere la Opel esce allo scoperto. Il documento, ottenuto dalla Reuters oggi pomeriggio, parla di un investimento di 660 milioni di euro in cambio del 51% di Opel che, se verrà accettato, porterà entro il 2015 alla vendita in Cina di 485mila vetture tra Corsa, Meriva, Zafira, Antara, Astra e vecchi modelli Vectra.
Volvo avrebbe un altro pretendente cinese, la Bejing Automotive Industry Holding (BAIC) che si aggiunge alla Geely Automobile Holdings, alla Chery Automobile e alla Chongqing Changan Automobile, quest’ultima già partner di Ford all’interno del cui gruppo il marchio svedese sta dal 1999, anno nel quale l’azienda di Dearborn ne aveva rilevato il 100% delle azioni per l’equivalente di 6,45 miliardi di dollari.
A Shanghai la MPV ibrida cinese che si trasforma in un “ufficio”