Bosch: L’auto di domani? Sarà elettrica

«Non c’è dubbio, l’auto del futuro sarà elettrica. Ma non invaderà subito le nostre strade». È chiaro il messaggio lanciato da Bernd Bohr, ceo di Bosch Automotive, il gruppo tedesco partner tecnologico di quasi tutta l’industria automobilistica. Già oggi l’auto elettrica potrebbe soddisfare l’esigenza di spostamento del 90% dei tedeschi (in Italia il dato cambia di poco) che percorre una distanza giornaliera inferiore agli 80 km, una distanza che può essere raggiunta già oggi con un qualsiasi prototipo elettrico.

Nonostante questo, Bosch stima che per il 2015 i volumi mondiali di vendita dell’auto elettrica possano essere ancora limitati a un mercato di nicchia, soprattutto asiatico e in alcune città europee e nordamericane, di 500mila veicoli l’anno (per dare un’idea solo in Europa nel 2008 si sono vendute circa 14,5 milioni di auto).

Come sarà fatta l’auto elettrica del 2015 ipotizzata da Bosch? Peserà circa mille kg, avrà un coefficiente aerodinamico minimo di 0,34, un motore da 40 kW (l’equivalente di 55 CV), una velocità massima di 120 km/h e un’autonomia di 200 km. Fondamentale per arrivare a garantire questi risultati sarà l’arrivo delle nuove batterie al litio che rispetto agli attuali sistemi al nichel (utilizzati per esempio sulla nuova Toyota Prius) hanno una densità di energia tripla ovvero, a parità di dimensioni e pesi, possono erogare tre volte la quantità di energia di una batteria al nichel. Il problema principale delle batterie al litio sono i costi: oggi siamo nell’ordine di 500 euro per kW, ciò significa che per garantire i 35 kW dell’elettrica ipotizzata da Bosch, la batteria costerebbe circa 17mila euro. Troppi. «Il nostro obiettivo tramite la SB LiMotive, la partnership siglata da Bosch insieme alla coreana Samsung, è quello di arrivare, anche grazie a delle economie di scala che nel frattempo speriamo partano presto, a circa 8mila euro nel 2015» ha affermato Bohr.

Nessun problema invece sull’approvvigionamento del litio perché il contenuto nella batteria sarebbe limitato a un 2-3% e in ogni caso il materiale delle batterie scariche può essere riciclato. In attesa che i costi dei sistemi al litio scendano e qualche problema di affidabilità sia superato, c’è ancora spazio per lavorare sui motori tradizionali, «la soluzione ancora più conveniente per auto di segmento medio-piccolo anche perché i consumi di carburante dei motori diesel e benzina si possono ancora ridurre del 25-30%. Una vettura media diesel può arrivare in breve tempo ad aver bisogno di meno di 3 litri di gasolio per 100 km con emissioni di Co2 inferiori a 99 g/km», continua Bohr. Questo sarà possibile con nuovi processi di combustione, con nuove tecnologie di iniezione ad alta precisione, con l’adozione sempre più diffusa di turbocompressori che consento di ridurre cilindrate, consumi ed emissioni incrementando le prestazioni (downsizing), con l’impiego di alternatori più efficienti e con sistemi “stop&start” in grado di spegnere il motore in tutte le soste nel traffico cittadino. Come dire, la rivoluzione elettrica è iniziata, ma secondo Bosch marcerà lentamente.

Fonte: Metanoauto.net

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