Mazda 3 2.0 DISI

Debutta l’innovativo sistema Start/Stop “ibrido”
Un piccolo aiutino dal motore elettrico d’avviamento è tutto quello che serve per mettere in moto la Mazda 3 2.0 DISI. Anzi, il progetto originale del sistema Start/Stop Mazda prevedeva un avvio affidato unicamente al controllo dell’iniezione diretta di benzina, una strada abbandonata proprio per ragioni di efficienza. Fare a meno del motorino d’avviamento significava dover ripulire i cilindri dai gas combusti prima dello spegnimento e quindi far girare il motore per qualche istante in più.

L’ausilio elettrico, comunque, è limitato alla primissima fase dell’avvio, che richiede in tutto 0,35 secondi, circa la metà di un sistema normale. Due gli elementi alla base del dispositivo Mazda: l’arresto del motore in posizione controllata, con i pistoni all’incirca a metà corsa, e la presenza del sistema di iniezione diretta. L’avvio prevede appunto un brevissimo impulso elettrico con la contemporanea iniezione di carburante in uno dei cilindri. Per la massima affidabilità, il sistema Start/Stop adotta una batteria specifica, che si affianca quella destinata ai servizi elettrici. Questi continuano a funzionare a motore spento, così come il condizionatore anche se non alla massima potenza refrigerante.

Consumi inferiori ma si può fare di più, e si farà
Nel ciclo combinato, la nuova Mazda 3 con il motore 2.0 DISI (Direct Injection Spark Ignition) consuma 6,8 l/100 km, il 14% in meno del modello precedente a iniezione indiretta, corrispondente a emissioni di 159 grammi/km. A fronte di un buon 5,4 litri nel ciclo extraurabano, delude un po’ il valore di 9,4 litri del ciclo urbano, quello che dovrebbe avvantaggiarsi maggiormente del sistema Start/Stop. Elevati comunque i valori di potenza, 111 kW/151 cv a 6,200 giri/minuto, e coppia, 191 Nm a 4.500 giri/minuto. Doti a cui non corrispondono particolari dati di scatto: lo 0-100 km/h è coperto in 10,4 secondi, un paio in più della Mazda 3 nella versione diesel più performante. La Mazda 3 2.0 del resto, non pesa poco, 1270 kg a vuoto, nonostante la cura dimagrante che ha portato a ridurre la massa totale “fino a 15 kg” rispetto al modello precedente. Anche la resistenza aerodinamica, con Cx dichiarato di 0,30 ma un’elevata sezione frontale (2,2 mq) non aiuta la scorrevolezza: una velocità massima di 206 km/h è un valore rilevante in assoluto, pur se inutile, ma solo discreto per la potenza installata; con lo stesso motore, la Mazda 3 a due volumi (non importata) raggiunge i 212 km/h. La Casa giapponese, comunque, ha obiettivi ambiziosi in termini di efficienza. Dal 2011, ha annunciato, i vari modelli in gamma dovranno pesare “almeno 100 kg” in meno; dal 2015 dovranno consumare complessivamente il 30% in meno. Risultati che si aggiungeranno all’obiettivo già ottenuto nel 2007: ridurre del 20% l’energia necessaria per la produzione di un’auto.

Prezzi: la più conveniente delle “3” è la bi fuel
Tre i tipi di alimentazione disponibili per la Mazda 3. La citata 2.0 DISI con sistema Start/Stop costa di listino 21.820 euro, 580 in meno a parità di allestimento della 2.2 a gasolio da 110 kW/150 cv, anche questa con cambio manuale a 6 marce. Del listino della nuova “3” fa parte anche una versione a Gpl, con un 1.6 da 77 kW/105 cv, a 20.450 euro che, sfruttando gli ecoincentivi e un “ecobonus” Mazda, scende a 16.950 euro. Prezzo questo, ben inferiore a quello della più economica delle diesel, la 1.6 da 80 kW/109 cv che parte da 20.750 euro (19.250 con ecoincentivi).

Fonte: Omniauto.it

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