2015: 20 mega piattaforme per 35 milioni di auto

Per il  2015 è previsto che le 20 piattaforme che  soddisfavano la produzione globale di auto al 29%,  nel 2009 cioè circa 18 milioni di veicoli,  tra quattro anni sarà salita a ben 35 milioni di macchine concepite su queste 20 basi. Il primo dell’elenco sarà X85 della Renault Nissan e quindi il più utilizzato in assoluto.

Denominato anche  Global B, per  un totale di 3,8 milioni di auto prodotte con  questa peculiarità. In seconda posizione ecco la MQB (Modular Transverse Toolkit) per questa piattaforma è previsto entro il 2015 un totale di  3,6 milioni di auto basate su di essa.

 

Al terzo posto in lizza per il titolo di “mega piattaforma” è la MC della Toyota , che nel 2010 era in seconda posizione come frequenza di utilizzo; circa  2,9 milioni di auto, tra le quali Toyota, Corolla, Lexus, Rav4, Evensis, Prius. Nonostante le molteplici crisi denunciate nel mondo dei veicoli pare che i più importanti costruttori mondiali abbiano pronosticato un sensibile aumento della produzione e intendano in base a questi presupposti impostare un incremento massimizzato costruttivo per ogni singola piattaforma. Sono state annunciate anche possibili strategie per ottimizzare i consumi e aumentare al massimo la sicurezza e il confort di ogni vettura.

 

Per quanto le problematiche spazio-ecologiche condannano l’esubero di auto in circolazione in Europa, le statistiche mostrano come l’automobile sia sempre più presente nelle famiglie in ragione di due a quattro; questo perchè le esigenze sono sensibilmente cresciute negli ultimi decenni e la ricerca di una qualità della vita ottimale contempla la neccessità di potersi muovere in tutta libertà sia nell’ambito lavorativo che privato. In pratica questa massimale condivisione dei componenti dovrebbe portare a un sensibile risparmio le case costruttrici , ma resta da verificare s eil risparmio si ripercuoterà in modo positivo sui prezzi di listino delle vetture o se porterà solo ulteriori guadagni ai costruttori inoltre è da verificare se il consumatore è d’accordo con questa linea di pensiero,  in fondo la condivisione rende ogni auto simile ad altre e questo forse non a tutti piace.

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