Fiat Punto Evo: perchè l’hanno ridisegnata così

Mancano pochi giorni al lancio commerciale della Fiat Punto Evo, ovvero del restyling di un modello fondamentale per le sorti attuali e future del gruppo torinese.

E proprio per comprendere i motivi e i processi decisionali che stanno dietro all’aggiornamento della best seller di Casa Fiat abbiamo avuto la possibilità di parlare con le persone che hanno seguito tutta l’operazione “Evo”.

L’incontro si è svolto nella sede torinese del Centro Stile Fiat, dove ci ha accolto Roberto Giolito, direttore dello stile Fiat e noto anche per essere il padre della 500. Assieme a lui a fare gli onori di casa nella cosiddetta “Officina 83” c’era il designer degli interni Giampiero Briguglio e i Product Manager di Punto Evo, Fabrizio Giachello e Alessandro Paolucci.

Abbiamo avuto modo di capire un po’ meglio la genesi della Fiat Punto Evo, sostanzioso restyling che ha posto non poche sfide al gruppo di lavoro torinese. Innanzi tutto, come ha ben spiegato Giolito, si è trattato di un approfondito lavoro di aggiornamento e ristilizzazione che intende dare all’utente finale un maggiore livello di qualità percepita. Partendo da una base già valida si è quindi cercato di ripensare quelle parti che non risultavano più in linea con le esigenze di mercato. In particolare il frontale è stato oggetto dell’intervento stilistico più importante, frutto di un lavoro durato almeno 6 mesi e volto a “reimpaginarne” aspetto e struttura.

Con un’abilità oratoria e una semplicità disarmante il “Fiat Style Director” ha descritto ogni aspetto della Punto Evo, dal nuovo logo incastonato nella carrozzeria anziché semplicemente appoggiato, al baffo cromato (chiaro o scuro) che lo adorna, fino alla complessa costruzione del paraurti anteriore, ora caratterizzato da una calandra con duplice apertura orizzontale che può avere finitura grigia scura o verniciata in tinta metallica (metalluro). Il nuovo logo Punto che vede sparire la sagoma di Mr. Dot in favore di una più semplice scritta dove l’asta verticale della “t” è un punto colorato. Anche l’idea di spostare i fari fendinebbia all’interno della calandra deriva dalla volontà di non lasciare un buco vuoto troppo evidente nelle versioni che ne sono privi, così come l’andamento verticale della parte inferiore del frontale ha la precisa funzione di ridurre l’aggressività nei confronti dei pedoni. Giolito fa notare che, per quanto non paia evidente, il cofano motore è rimasto esattamente uguale a quello della Grande Punto, e che i gruppi ottici anteriori hanno solo una punta più spigolosa e ospitano, invece delle frecce, le luci diurne: solo un “filo di trucco”!. Gli indicatori di direzione sono stati abbassati e spostati sulla rinnovata calandra.

La parte che ha subito meno variazioni, ma che offre comunque una nuova prospettiva stilistica è quella della coda, dove la fanaleria ha un aspetto “meno pieno” e offre l’accattivante soluzione delle luci LED a fascia continua, la cui luce uniforme risulta molto grintosa. L’abbassamento del logo Fiat, l’applicazione delle scritte Punto ed Evo sul portellone e l’aggiunta di una fascia di finitura sul paraurti uguale a quella anteriore chiude l’argomento “coda”, tutto sommato non rivoluzionata.

Osservando lo stile della Evo, ci si rende conto di come questo possa essere definito “l’unico restyling possibile” per la Punto, difficile da immaginare a priori ma esente da critiche particolari. Quello che sorprende ancora di più è l’aspetto della nuova plancia, in parte ripresa da quella della Bravo e carattarizzata da un netto miglioramento dei materiali, del disigno e delle finiture. Il suo autore, Giampiero Briguglio, chiarisce la presenza di ogni particolare presente nell’abitacolo, dalla nuova forma bombata in tre parti della plancia alle finituresuperficiali più piacevoli al tatto, passando per la luce ambiente LED nascosta sopra il cassetto portaoggetti e la rinnovata ergonomia di bordo. Con particolare orgoglio ci viene anche mostrato l’alloggiamento già predisposto per ospitare, senza fili volanti e “accrocchi vari”, il sistema asportabile di navigazione e infotainment integrato al Blu&Me e firmato Tom Tom.

Paolucci e Giachello hanno invece risposto a tutte le domande relative agli aspetti commerciali della Punto Evo, da subito disponibile anche con i nuovi motori MultiAir (tempo di consegna un mese circa) e con la grande famiglia dei diesel Multijet di 1,3 e 1,6 litri. L’idea di base è quella di offrire una gamma già completa e orientata sempre più verso una clientela che dalla Fiat del segmento B si aspetta ormai qualità e dotazioni da segmento C, una Punto Evo che risulti matura nella sostanza epiacevolmente moderna nella forma.

Fonte: Omniauto.it

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