Crisi Opel, GM corre ai ripari

Il ritorno alla competitività di GM non ha arrestato le perdite della Opel. Per il gruppo di Detroit la filiale europea rimane un problema, tanto che ora la casa tedesca potrebbe essere soggetta ad una drastica ristrutturazione.

PERDITE PESANTI – Come riporta il Wall Street Journal, i conti di Opel nel quarto trimestre del 2011 sono «orrendi»(nel terzo trimestre le perdite ammontavano 292 milioni di dollari, a fronte di previsioni che per lo scorso anno avrebbero dovuto portare al pareggio di bilancio). Dagli USA si studiano interventi drastici, come quello  di chiudere, dopo quello belga di Anversa, il cui stop è programmato per la metà di quest’anno, altri impianti in Europa .  Inoltre, come soluzione tampone, i modelli Chevrolet al momento vengono assemblati in Europa sfruttando i sottoutilizzati impianti  Opel.

POSSIBILE VENDITA? – E addirittura GM starebbe pensando all’idea di vendere la controllata Opel/Vauxhall, già vicina, tre anni fa, a  finire nelle mani della Magna sostenuta dai russi di Sberbank, (salvo ripensamento all’ultimo da parte di Gm), dopo peraltro essere stata corteggiata da Fiat. Da allora, alla presidenza di Gm siede stabilmente Dan Akerson, tipo pratico che bada agli utili e che vorrebbe scaricare Opel, soprattutto alle luce degli ottimi risultati di Chevrolet.

Peraltro, la crisi di Opel si acuisce in un momento nel quale la casa tedesca propone un’offerta davvero ricca, che sarà rimpolpata con l’arrivo del SUV Mokka, che sarà presentato a Ginevra ma arriverà nelle concessionarie solo verso fine anno.


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