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	<title>Risparmia Auto &#187; car sharing</title>
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	<description>Tutte le info sul risparmio e le auto</description>
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		<title>Pininfarina, addio alla produzione delle auto</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 03:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico D</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tecnicamente la società non chiude. Ma praticamente la storia della Pininfarina, almeno com’è stata sino ad oggi, è finita. La storica azienda torinese ha deciso infatti di non produrre più auto nei suoi stabilimenti ma di dedicarsi esclusivamente al design e agli studi d’ingegneria meccanica. Sergio Pininfarina, che ha reso celebre in tutto il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.automobili10.it/wp-content/uploads/2011/03/Pininfarina.jpg" alt="" width="289" height="193" />Tecnicamente la società non chiude. Ma praticamente la storia della <strong><em>Pininfarina</em></strong>, almeno com’è stata sino ad oggi, è finita. La storica azienda torinese ha deciso infatti di non produrre più auto nei suoi stabilimenti ma di dedicarsi esclusivamente al <strong><em>design</em></strong> e agli studi d’<a title="Marcedes lancia SLS AMG roadster, veloce come il vento" href="http://www.risparmiauto.it/auto-in-arrivo/marcedes-lancia-sls-amg-roadster-veloce-come-il-vento/" target="_blank"><strong><em>ingegneria meccanica</em></strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10391"></span>Sergio Pininfarina, che ha reso celebre in tutto il mondo l’impresa fondata dal padre Battista, ormai a 85 anni non ha più voglia di combattere con la crisi dell’automobilismo mondiale tutto e la morte di Andrea, che del Gruppo era ad, tre anni fa in un tragico incidente stradale ha ulteriormente indebolito il suo peso a livello internazionale.</p>
<p style="text-align: justify">Così l’azienda, che negli ultimi tempi aveva più volte fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, non può più farvi ricorso e sarà costretta a licenziare gran parte del personale. Si tratta di 100 impiegati e 27 operai, con la chiusura dello stabilimento di San Giorgio Canavese mentre rimarranno aperti il <strong><em>centro stile</em></strong> e ingegneria di Cambiano, le divisioni di ricerca e costruzione di prototipi e vetture speciali la <strong><em>galleria del vento</em></strong> di Grugliasco oltre alle sedi in Germania, Cina e Marocco.</p>
<p style="text-align: justify">Sembrano lontanissimi i tempi nei quali Pininfarina dettava legge in tutto il mondo guidando insieme a <a title="Fiat-Bertone diventa “Officine automobilistiche Grugliasco”" href="http://www.risparmiauto.it/auto-e-finanza/fiat-bertone-diventa-officine-automobilistiche-grugliasco/" target="_blank"><strong><em>Bertone</em></strong> </a>e <strong><em>Giugiaro</em></strong> un manipolo di menti eccellenti del design che dalla zona del torinese spopolavano in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Da qui sono usciti modelli unici che hanno spesso rivoluzionato il mercato, dalla <strong><em>Ferrari Testa Rossa</em></strong> alla <strong><em>Duetto</em></strong>, passando per la <strong><em>Peugeot 406 coupé</em></strong> e nelle ultime stagioni per le<a title="Alfa Romeo 4C: a Francoforte un secondo concept con un nuovo look" href="http://www.risparmiauto.it/concept-car/alfa-romeo-4c-a-francoforte-un-secondo-concept-con-un-nuovo-look/" target="_blank"> <strong><em>Alfa Romeo Spider</em></strong></a> e Breda oltre alla Ford Focus coupé-cabrio. Nel 2010 la fabbrica di Grugliasco è stata ceduta a Gianmario Rossignolo con la sua <strong><em>De Tomaso</em></strong>, mentre all’inizio del 2011 quella di Bairo Canavese era stata affittata alla Cecomp che produce l’auto elettrica Blue Car finanziata dal miliardario francese Bolloré e che effettua servizio di <strong><em>car-sharing</em></strong> in tutta Parigi.</p>
<p style="text-align: justify">
Laconico il commento di Giorgio Ariaudo (Fiom): “Con la cessazione dell&#8217;attività industriale di Pininfarina si perde una potenzialità, quella di produrre auto elettriche anche per il mercato italiano. Poteva esserci la stessa domanda per città come Roma, Milano e anche Torino, invece si perde una produzione industriale con un marchio storico”.</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Polveri sottili, Torino capitale dell’inquinamento da auto</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 04:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico D</dc:creator>
				<category><![CDATA[AUTO E AMBIENTE]]></category>
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		<description><![CDATA[Una volta era la capitale dell’auto in Italia, ora complice la crisi Fiat  a Torino si festeggia solo il poco invidiabile primato di città più inquinata d’Italia. Lo testimoniano i dati sullo smog prodotto dal traffico nei maggiori centri urbani del nostro Paese diffusi da Aci e Legambiente che vedono il capoluogo piemontese nettamente in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://benessere.guidone.it/wp-content/uploads/2011/02/smog-nove-mesi-di-vita.jpg" alt="" width="290" height="193" />Una volta era la capitale dell’auto in Italia, ora complice la crisi Fiat  a <strong><em>Torino</em></strong> si festeggia solo il poco invidiabile primato di città più <a title="Italia 2012, arrivano gli incentivi “elettrici”" href="http://www.risparmiauto.it/auto-elettriche/8993/"><strong><em>inquinata </em></strong></a>d’Italia. Lo testimoniano i dati sullo <strong><em>smog</em></strong><em> </em>prodotto dal traffico nei maggiori centri urbani del nostro Paese diffusi da <strong><em>Aci</em></strong><em> </em>e <strong><em>Legambiente </em></strong>che vedono il capoluogo piemontese nettamente in testa.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10183"></span>A Torino infatti nel periodo tra gennaio e agosto 2011 sono stati registrati ben 82 giorni con una concentrazione di <strong><em>polveri sottili</em></strong>, le cosiddette Pm10, superiori alla soglia di tolleranza. Dato allarmante, soprattutto raffrontato a quello dello scorso anno quando i giorni di superamento erano stati soltanto 67, con un totale di 131 in tutto l’anno. Al secondo posto della classifica troviamo Milano con 70 a fronte dei 50 nello stesso periodo 2010.</p>
<p style="text-align: justify">Seguono Napoli che comunque ha fatto registrare un netto progresso rispetto al 2010 visto che quest’anno la soglia è stata oltrepassata 41 giorni mentre dodici mesi fa il bilancio era di 81, e ancora Palermo con 40 giorni contro i 34 del 2010, Roma con 37 (erano stati 28) e Firenze con 34. Anche qui la situazione è decisamente migliorata visto che un anno fa erano stati 47. E ancora Bologna con 32 contro 41, Bari con 20 contro 25 e Genova con 10 contro 4.</p>
<p style="text-align: justify">I problemi del traffico sono sempre gli stessi e poco sembra servire la <a href="http://www.risparmiauto.it/" target="_blank"><strong><em>Ztl </em></strong></a>introdotta a Torino dal sindaco Chiamparino e che negli ultimi giorni è stata studiata dal suo omologo attuale, De Magistris, che l’ha introdotta nel centro di Napoli. Tre ore al mattino, dalle 7.30 alle 10.30, soltanto dal lunedì al venerdì non possono bastare per evitare che un traffico così altamente congestionato produca effetti meno devastanti.</p>
<p style="text-align: justify">A Torino, come in altre città italiane, è presente da anni anche il servizio di <strong><em>car sharing</em></strong> a basso impatto ambientale che però non ha riscontrato il successo sperato. E soprattutto in Italia l’utilizzo di veicoli a bassissime emissioni come possono essere le <strong><em>auto elettriche</em></strong> è ancora poco diffuso. Tocca quindi sperare nella ricerca delle Case che puntano molto sull’ibrido e in futuro sull’elettrico. Ma al momento quello che conta di più è la coscienza dei guidatori.</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Mai più SUV, poco risparmiosi e molto inquinanti</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra che la il mondo si stia accorgendo che i SUV, Sport Utility Vehicle, sono delle auto infernali: poco comodi nelle città, poco versatili, poco risparmiosi e molto inquinanti. E&#8217; così che si legge su Risparmiodienergia.it in un articolo sul nuovo incentivo all&#8217;insegna dell&#8217;ecologia da parte del sindaco di Parigi. Si tratta dell&#8217;ennesima ecomisura adottata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://3.bp.blogspot.com/_v5c1Aqfz4l0/RyZA_gNgNqI/AAAAAAAAAU4/2kqGlbsTcPg/s320/suv.gif" alt="" width="290" height="238" />Sembra che la il mondo si stia accorgendo che i <a title="SUV" href="http://www.risparmiauto.it/category/suv/" target="_blank"><strong>SUV</strong></a>, <em>Sport Utility Vehicle</em>, sono delle auto infernali: poco comodi nelle città, poco versatili, poco risparmiosi e molto inquinanti. E&#8217; così che si legge su <strong>Risparmiodienergia.it</strong> in un articolo sul <a href="http://www.risparmiodienergia.it/trasporti-eco-efficienti/legge-antinquinamento-niente-piu-suv-a-parigi/" target="_blank">nuovo incentivo all&#8217;insegna dell&#8217;ecologia da parte del sindaco di Parigi</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8045"></span> Si tratta dell&#8217;ennesima ecomisura adottata dal primo cittadino, dopo la corsia preferenziale per autobus, la reistituzione della linea tranviaria e l&#8217;innovativo bike sharing&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.risparmiodienergia.it/trasporti-eco-efficienti/legge-antinquinamento-niente-piu-suv-a-parigi/" target="_blank"><strong>Continua a leggere l&#8217;articolo su Risparmiodienergia.it</strong></a></p>
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		<title>Renault lancia sito sulla mobilità sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 10:20:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Renault ha sviluppato un sito Internet destinato a promuovere la mobilità sostenibile e a far conoscere diversi aspetti. Car-sharing, multi-modalità, nuovi comportamenti, mobilità “dolce”, tanti nuovi concetti sui quali il sito interviene: www.sustainable-mobility.org si pone l’obiettivo di offrire un panorama completo di tutte le riflessioni ed iniziative nel mondo sulla mobilità di domani. Il sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.mobilitasostenibile.it/wp-content/uploads/2009/11/Renault-lancia-il-suo-nuovo-sito-web-sulla-Mobilit%C3%A0-Sostenibile-Sustainable-mobility.org.jpg" alt="" width="300" height="135" />Renault ha sviluppato un sito Internet destinato a promuovere la mobilità sostenibile e a far conoscere diversi aspetti. Car-sharing, multi-modalità, nuovi comportamenti, mobilità “dolce”, tanti nuovi concetti sui quali il sito interviene: www.sustainable-mobility.org si pone l’obiettivo di offrire un panorama completo di tutte le riflessioni ed iniziative nel mondo sulla mobilità di domani.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2947"></span>Il sito si compone di rubriche d’informazione, come il News feed, la rassegna di articoli sul web, o ancora interviste ad esperti (ricercatori, responsabili di associazioni, scienziati, protagonisti del settore pubblico, imprenditori …). Il sito propone, inoltre, rubriche come “Issue of the month” che approfondisce un tema specifico o presto una sorta di bibliografia sulla mobilità sostenibile, che gli utenti potranno contribuire a completare. Infine, la rubrica “Zero Emission Magazine” fa il punto sulle novità del veicolo elettrico di Renault.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni utente è, inoltre, invitato ad arricchire una mappa interattiva, “Worldwide Initiatives“, che si pone l’obiettivo di recensire le migliori pratiche di mobilità sostenibile nel mondo. Infine, www.sustainable-mobility.org fornirà ovviamente regolari aggiornamenti sull’Istituto della Mobilità Sostenibile Renault-ParisTech.</p>
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		<title>Covoiturage, Car Pooling o Roadsharing: un modo economico ed ecologico per spostarsi</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un articolo di Roberto Lapia, giornalista con base a Nantes, tratto da Europa che Verrà, che illustra un nuovo modo più “verde” e poco costoso per viaggiare in Europa: il Covoiturage (definizione francese) o Car Pooling (definizione inglese) L’appuntamento è alle 16.30 alla stazione di Massy-Palaiseau, nella banlieue parigina. Siamo in quattro ad attendere Mark, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="Covoiturage Roadsharing un modo economico ed ecologico per spostarsi" src="http://www.mobilitasostenibile.it/wp-content/uploads/2009/11/Covoiturage-Roadsharing-un-modo-economico-ed-ecologico-per-spostarsi.jpg" alt="Covoiturage Roadsharing un modo economico ed ecologico per spostarsi" width="299" height="268" />Un articolo di<a href="http://www.europacheverra.eu/page.asp?IDCategoria=1814&amp;IDSezione=11348&amp;ID=343747" target="_blank"> Roberto Lapia</a>, giornalista con base a Nantes, tratto da <a href="http://www.europacheverra.eu/page.asp?IDCategoria=1814&amp;IDSezione=11348&amp;ID=343747" target="_blank">Europa che Verrà</a>, che illustra un nuovo modo più “verde” e poco costoso per viaggiare in Europa: il Covoiturage (definizione francese) o Car Pooling (definizione inglese)</p>
<p style="text-align: justify;">L’appuntamento è alle 16.30 alla stazione di Massy-Palaiseau, nella banlieue parigina. Siamo in quattro ad attendere Mark, il proprietario della vettura che ci porterà a Nantes.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2933"></span>Per me è la prima esperienza con il covoiturage, pratica oggi diffusa in diversi paesi dell’Europa Occidentale, nonché in Canada e negli Stati Uniti. Il concetto è semplice: una persona, in possesso di un’automobile, propone, con un annuncio su internet, un tragitto che lui dovrà percorrere un determinato giorno ad una determinata ora.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone interessate prenderanno contatto direttamente con lui per telefono o via posta elettronica. Questo permetterà al proprietario della vettura di ammortizzare le spese relative al carburante e al pedaggio autostradale. Sarà lui, infatti, a stabilire un forfait che le persone a bordo dovranno pagare alla fine del viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per farvi un esempio, per andare da Parigi a Nantes con il metodo del covoiturage i prezzi variano dai 20 ai 30 euro a tratta, per 4 ore di viaggio e 380 km di autostrada (33 euro il costo del pedaggio). Dunque il risparmio ci sarà anche per i passeggeri che solitamente scelgono questa soluzione a causa del costo eccessivo dei biglietti delle SNCF, le ferrovie francesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre restando sulla tratta Parigi-Nantes, si può calcolare che in media un’andata/ritorno in treno costa intorno ai 100 euro, centesimo più centesimo meno (a meno che non prenotiate i biglietti con tre mesi d’anticipo). In covoiturage la spesa per lo stesso tragitto si aggira intorno ai 50 euro. I conti sono presto fatti: un risparmio netto di circa 50 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, il treno offre alcune comodità indiscutibili, come un risparmio di tempo pari al 100%. Ma in periodi difficili come quello attuale si rinuncia volentieri a qualche capriccio e si opta senza indugiare troppo per la soluzione più economica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un universo in movimento</strong><br />
Non c’è un profilo standard del viaggiatore da covoiturage, ma ci sono piuttosto alcune categorie di persone che tendono più di altre ad utilizzare questo sistema di viaggio: studenti universitari, dottorandi, stagiaires (un esercito in Francia) e ovviamente lavoratori pendolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può dire che il covoiturage è un crocevia di storie personali, molto diverse tra loro. Mark ad esempio ha 40 anni ed è nato a Parigi. È tecnico informatico, sposato, con due figli. Viaggia due volte alla settimana da Nantes, perché preferiva educare i suoi bambini in una città più tranquilla. Fa covoiturage da circa un anno. Fanny invece ha iniziato 9 anni fa, quasi un record. Anche lei viaggia due volte alla settimana e ha spesso dei compagni di viaggio di fiducia. Fa la veterinaria, “e non capisco niente di politica” mi dice, spaventata dal fatto che mi sia presentato come giornalista. Ha 29 anni. Poi c’è Thibault, studente impegnato nel sociale, appassionato di bici e innamorato della Barbagia, stranezze del caso. E Walid, timido ingegnere algerino, che loda gli antichi fasti della sua città d’origine, Costantina, in preda ad un momento di nostalgia.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un universo multicolore e cosmopolita quello del covoiturage, che permette a chi ne usufruisce di poter trovare in esso anche un’importante dimensione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche consiglio: spesso per precauzione è meglio prepararsi i vari discorsi con anticipo. Le persone al volante non amano i silenzi lunghi. La Crisi è il soggetto che va di gran lunga per la maggiore.<br />
<strong><br />
Come accedere al covoiturage</strong><br />
Accedere a questo strano pianeta è molto semplice: basta andare in internet su un qualsiasi motore di ricerca e digitare la parola magica. Covoiturage appunto. Si aprirà davanti a voi una sterminata lista di siti. Quelli francesi ad oggi sono circa un’ottantina, e sono aumentati vertiginosamente negli ultimi due anni. Il più conosciuto è <a href="http://www.covoiturage.fr/" target="_blank">www.covoiturage.fr</a>. Gli iscritti a questi siti sono circa 500.000</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema è estremamente pratico: si sceglie un tragitto e si valutano tutti gli annunci presenti nella bacheca. Una volta individuato quello che fa per voi basta mandare un messaggio scritto alla persona desiderata, che vi risponderà o via mail o per telefono. Chiaramente, nel caso vogliate inserire voi stessi un annuncio la procedura è molto semplice, il sito internet vi assisterà lungo tutta l’operazione. C’è solo una condizione fondamentale: bisogna creare il proprio profilo, dunque iscriversi al sito stesso. Operazione abbastanza rapida e indolore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Italia non funziona</strong><br />
In Francia il covoiturage è un sistema sempre più diffuso, grazie anche al notevole contributo dato dalle nuove tecnologie, vedi internet. Precursore di questa pratica è stato il dipartimento del Morbihan, in Bretagna, con la creazione di alcune aree di sosta apposite per il covoiturage, ovvero aree dove i vari passeggeri e i relativi autisti si ritrovano per iniziare il viaggio insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia lo stesso metodo stenta a decollare, non riesce a fare presa. Probabilmente una delle ragioni va ricercata nel costo del biglietto del treno, assai meno caro da noi, mettendo da parte l’analisi sulla qualità del servizio offerto dalle Ferrovie. Ma non si tratta sicuramente della sola ragione.</p>
<p style="text-align: justify;">In internet esiste praticamente un solo sito italiano, <a href="http://www.roadsharing.com/it/" target="_blank">www.roadsharing.com/it</a>, e non esiste la traduzione in italiano del concetto di covoiturage. Meglio allora utilizzare la definizione inglese roadsharing, appunto. Forse ci farà sembrare più cosmopoliti, o forse più pigri. Chi lo sa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La dimensione ecologica</strong><br />
Per concludere va detto che oltre che un modo per ridurre i costi, il covoiturage rappresenta anche una scelta ecologica. Perché si va diffondendo in Francia anche un altro tipo di covoiturage: ovvero quello che coinvolge persone che lavorano nella stessa impresa o nella stessa zona e che decidono di dividere il viaggio con i loro colleghi o dirimpettai, cercando di riempire tutti i posti disponibili nella vettura e alternandosi alla guida. Un giorno uno, un giorno l’altro. Una pratica che molte imprese transalpine hanno iniziato ad incentivare.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scelta permette a lungo termine una notevole riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, oltre ad una diminuzione dell’inquinamento acustico. Anche il rischio di incidenti sarà statisticamente ridotto, in quanto il numero di automobili lungo la strada sarà notevolmente minore.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora che dire? Non ci resta che testarlo. Magari iniziando col dargli una definizione in italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.europacheverra.eu/" target="_blank">Europacheverra.eu</a>, <a href="http://www.mobilitasostenibile.it/covoiturage-roadsharing-un-modo-economico-ed-ecologico-per-spostarsi/20091108" target="_blank">Mobilitasostenibile.it</a><br />
Immagine tratta da: epagny.mairies74.org</p>
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