Volkswagen in Cina con un marchio dedicato
24 gennaio 2011 da Matteo M
Karl Thomas Neumann in persona ha parlato dei piani dei prossimi anni della Volkswagen, il signore appena nominato altri non è se non l’amministratore delegato del gruppo tedesco ed i piani in questione riguardano il mercato forse più ricco tra quelli su cui stanno mettendo gli occhi tantissime case automobilistiche mondiali.
In un periodo dove solitamente le notizie non sono positive, con impianti che chiudono, produzioni ridotte ed operai mandati a casa, è davvero un piacere riportare notizie positive come quelle che arrivano dal fronte Think.
La vendita della Opel deve essere riconsiderata e, in qualunque caso, ogni decisione è rinviata al 3 novembre quando i 13 membri del consiglio di amministrazione di General Motors si riuniranno ai piani alti del Renaissance Center di Detroit per stabilire se accettare l’offerta della cordata Magna-Sberbank, riaprire il tavolo con vecchi e nuovi compratori interessati oppure tenersi la propria consociata di Russelsheim.
Quanto costa salvare la Opel? Il futuro della controllata GM che da mesi è in bilico tra diversi potenziali acquirenti è tutto in questa domanda. Il nuovo consiglio d’amministrazione della Casa di Detroit – nominato dall’azionista di maggioranza della nuova GM, il Governo USA, che ha il 61% – ha deciso, dopo la clamorosa messa in vendita del marchio con base in Germania, di ripensarci e starebbe già lavorando ad un piano di ristrutturazione da 4,3 miliardi di dollari a cui parteciperebbero finanziatori del calibro del governo americano e di alcune controparti europee, tra cui la Spagna e la Gran Bretagna.
Ford segna profitti per 2,3 miliardi di dollari nel secondo quarto del 2009 e comincia a rialzare la testa grazie soprattutto alla diminuzione del debito di 3,4 miliardi risultato dello scambio azioni-denaro attuato dall’azienda di Dearborn a marzo per ridurre di 7,7 miliardi il monte di debiti e di ipoteche.
“La concentrazione non è tale da ostacolare in maniera significativa la concorrenza”. Con questo giudizio la Commissione europea ha dato il via libera all’acquisizione del 20% di Chrysler Group da parte di Fiat. L’esame dell’operazione, si legge in una nota di Bruxelles, “ha evidenziato sovrapposizioni orizzontali limitate tra le attività di Chrysler e Fiat. Pertanto, la concentrazione non inciderà in maniera significativa sulla struttura concorrenziale dei mercati della produzione e della fornitura di autovetture”.
La scalata di Porsche a Volkswagen è targata Qatar. L’interesse dell’Emirato arabo per l’acquisto di una partecipazione nel capitale sociale della Casa di Stoccarda si fa sempre più consistente e il suo ingresso potrebbe spianare la strada verso Wolfsburg.
La nuova General Motors inizia ad operare da oggi, con una nuova struttura di corporate, un bilancio più forte e un rinnovato impegno nei confronti dei clienti, che “saranno al centro di tutto”. La newco, la nuova società che emerge da quel che rimane del vecchio gruppo in seguito alla bancarotta, consiste in 4 marchi americani (Chevrolet, Cadillac, Buick e Gmc) ed ha un debito pari a circa 11 miliardi di dollari.